NIGREDO DEI SENTIMENTI CORPOREI
Conflitto e consapevolezza emotiva
Caravaggio: "Bacchino malato"
L'uomo nasce con tendenze particolari e il suo sentire e punto di vista particolari non si possono trascendere. I Veda, scritture sacre dell'India risalenti a 5000 fa, erano
esplicite nel descrivere l'uomo particolare con delle semplici favolette.
Un maraja aveva ordinato alle sue guardie di impedire l'accesso a palazzo a Narajana, un siddha (perfetto) che intendeva a tutti i costi fargli una "predica". Narajana si reca a
palazzo e una dopo l'altra le guardie gli sbarrano l'accesso, ma poi si ritraggono al monito del santo che grida, come fosse una formula magica: "Tu sei Quello!".
Le guardie , più conturbate che spaventate, si ritraggono e lo lasciano, fino all'ultima, accedere alla stanza del Re. Al cospetto di Re Narajana compie un profondo inchino : "Mio Signore,
mi inchino ai tuoi piedi, ti riconosco, tu sei il risplendente Sè che vive in ognuno di noi, protetto dalle sue guardie, che altro non sono le corazze che impediscono all'anima di
accedere a Te".
"La favoletta, resa eplicita del suo significato metaforico, descrive compiutamente la "Filosofia del Riconoscimento" e ci avverte della necessità di riconoscere dentro noi stessi i
molteplici sostrati di coscienza (gli attori) che, come un pesante drappeggio , non dissimile da quello utilizzato nel palcoscenico, impedisce all'anima di contemplare la sua
vera natura, la sua identità ultima, il Sè.
I diversi sostrati della coscienza non sono altro che il sistema delle abitudini di pensiero, di giudizio e di percezione che abbiamo acquisito durante gli anni di sviluppo della personalità e di
formazione dell'ego, processo di difesa e di adattamento all'ambiente che continua a condizionare l'individuo per tutta la vita. Il sistema delle abitudini
sociali modellano le risposte dell'individuo "particolare" in forma subconscia, per cui non è difficile riconoscere nella favola di Pinocchio la progressiva
metamorfosi del burattino di legno (la particolarità del proprio sentire egocentrico) in un "bambino vero", metafora di una prima consapevolezza di relazione mediata dai sentimenti del
"cuore" suscitati dal riconoscimento dei propri errori (sentire allocentrico).
Tuttavia esiste un ulteriore condizionamento del "sistema delle abitudini morali, culturali e spirituali" nei confronti dell'individuo che invece è riuscito ad emergere dagli
schemi di comportamento subconsci determinati dal retaggio dell'educazione famigliare e dal condizionamento "razziale, sociale e religioso" delle pulsioni psichiche e della
libido. Per quanto diventiamo bravi a controllare l'aggressività e trasmettere sentimenti di solidarietà, disponibilità e generosità, a porgere l'altra guancia e sottometterci alla
volontà delle leggi o ai dogmi del papa, in realtà non siamo ancora capaci di rivelare a noi stessi la "luce luminosa" dell'anima che contraddistingue la realizzazione
spirituale.
Il processo di de-condizionamento si base sui processi di "oscillazione emozionale" provocato dall'elaborazione dell'immagine che contraddistingue il ricordo del nostro vissuto. In
ogni momento della nostra vita, anche durante il sonno, sperimentiamo la collisione tra sentimenti particolari collegati alla dimensione corporea (fame, sesso, desiderio, ambizione) con
quelli individuali modellati dalla cultura di gruppo (controllo, contenimento, sublimazione, costruzione di una carriera, di un percorso, ecc).
Esiste inoltre una collisione tra i diversi sentimenti particolari (amore-odio, attrazione-repulsione, ecc) e i diversi sentimenti individuali tra loro (amore per la madre e
desiderio di emancipazione, amore per il padre e desiderio di protezione, ad esempio). La collisione è in genere particolare quando si contrappongono sentimenti richiesti da irriflesse
regole dell'abitudine da un lato e gli affetti dall'altro. E' l'unico caso in cui funziona il modello psicologico di Freud.
Per servirci della sua terminologia, c'è quindi una collisione tra il Super-io e l'Es. Non c'è dubbio che una tale collisione possa portare a turbe psichiche; del resto, anche il materiale
di cui si serve Freud si riferisce in prevalenza a questo conflitto di sentimenti, alla collisione tra l'affetto sessuale e il sistema di regole di consuetudine che lo inibisce, per cui il
processo di trasformazione della pulsione creativa (peculiare dell'anima) in amore corporeo (quello vero) viene represso e con esso le potenzialità di sviluppo "alchemico" dell'anima.
Attraverso il ricordo a ritroso delle immagini che hanno segnato le tappe dello sviluppo dell'identità egocentrica o allocentrica, l'anima ricostruisce un percorso di riconoscimento
emotivo del proprio vissuto in grado di determinare quello stato di "oscillazione emozionale" capace di rimuovere il "pesante tendaggio" che la separa dalla realtà. La
psicoanalisi occidentale è nata con Freud, ma era già praticata in forme più complesse e democratiche dai greci dai tempi della Mitologia, tecnica poi rielaborata
con straordinaria immaginazione dagli artisti/filosofi del Rinascimento in "bio-psiconeuroanalisi", o Arte Alchemica.
Per gli alchimisti la Realtà coincide con il Sè, con lo sguardo (i due angeli dipinti da Piero della Francesca) dell'Anima (la Madonna) pienamente consapevole di dover rimuovere
i diversi sostrati di coscienza che definiscono nel tempo l'identità umana e spirituale dell'essere. La Madonna , simbolo dell'anima che percorre a ritroso tutte le fasi di
collisione con la libido altrui (compresa quella dei genitori, non immuni da atti di puro egoismo nei confronti dei figli), "coltiva" dentro se stessa il frutto della coscienza
alchemica, consapevole di dover partorire il "Figlio di DIo" (il Lapis), allusione a uno stato di consapevolezza, comprensione e conoscenza di relazione capace di riconoscere e
discriminare il "Bene dal Male" e di andare oltre l'eterna collisione di interessi ch contraddistingue il pensiero dualistico occidentale.
Energia sessuale, creativa e spirituale
Là dove si interrompono le parole dei filosofi, inizia la contemplazione creativa degli artisti, favoriti dal fatto che "Natura e Realtà" amano "nascondersi" nel linguaggio delle immagini che non quello delle parole. Togliendo il velo delle illusioni, delle stratificazioni create dalle convinzioni personali strutturate dal sistema delle abitudini, dal conformismo rmoriale, religioso e culturale e dal'eduzione famigliare, quale verità è possibile contemplare?
Piero della Francesca, cultore della filosofia di Platone, Aristotele, San Paolo e Agostino, e ricercatore appassionato della verità, elabora con la "Madonna del Parto" il modello fondativo della trasformazione spirituale.
Rimuovendo il pesante tendaggio che occulta lo sfondo neutro della realtà, così come appare a chi contempla la natura umana in tutti i suoi aspetti, non può che apparire il "modello" della "Vergine Maria", arteficie della transizione dalla "dimensione astrale" in cui si fomentano illusioni e le false speranze, alla "dimensione mentale", in cui è possibile svelare la verità attraverso i principi della filosofia alchemica.
La "Madonna del Parto" mostra senza pudore di aver compiuto l'introversione dell'energia sessuale e di essere incinta del "Figlio di Dio", simbolo della materia mentale in cui è possibile esercitare la tecnica della "percezione consapevole" (viveka) e della "discriminazione consaspevole" (vairagya), resa possibile dalla "propriocezione" e dall'"introversione" psichica, rappresentati dai due angeli.
FORNACE ALCHEMICA
Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale
e dell'immaginario contemporaneo
ARTE RUBESCENTE
