FORNACE ALCHEMICA Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE RUBESCENTE

ATTO IV°: DE-CONDIZIONAMENTO SPIRITUALE

Leonardo: "Monna Lisa" Leonardo: "Monna Lisa"

L'alchimista che sceglie  la Via Umida e si lascia deliberatamente "cucinare" dall'ego, dalla razionalità e dall'immaginazione maschile, oppure dall'anima psichica, dalla mente subconscia e dalla fantasia femminile, e pratica consapevolmente la "cancellazione" della senso della personalità (ahamkara), inizia suo malgrado a praticare l' Arte rubescente.


La Via Umida si percorre praticando l'Arte Alchemica.

Al cospetto della tela gli aspetti tecnici, formali e i contenuti razionali (maschili) si confrontano con gli aspetti sensibili, estetici e archetipici (femminili), dando vita a una concreta alchimia cerebrale in grado di sublimare la libido sessuale in fantasia e immaginazione, la creatività in coscienza delle immagini simboliche generate dal "riflesso" della mente e la consapevolezza sensoriale in effettiva conoscenza della realtà.

Esiste un sentiero artistico di trasformazione della Materia descritto come la Via femminile alla trascendenza, (la via del cuore e della mano sinistra/emisfero destro) per cui è possibile definire tre vie di trascendenza:


la disciplina della percezione (l'Arte Alchemica), l'unione mediante la conoscenza della mente (la Filosofia alchemica), e la salvezza tramite l'amore per l'arte simbolica (la Spiritualità alchemica).


La via occidentale all'illuminazione dei sensi, della mente e della coscienza degli archetipi che modellano la Realtà passa attraverso la pratica (la via dell'Azione) e la conoscenza dell'Arte (la Via della Percezione).

In fondo il Don Juan di Castaneda ha insegnato proprio questo: un vero guerriero opera tramite l'azione della percezione ed è egli stesso
percezione in azione. E' questo il senso del Sè testimone, cioè dell'individuo che osserva la Realtà da una finestra con il volto illuminato dalla coscienza degli archetipi . Ciò è possibile se si sciolgono i sei nodi del "cuore" ( i nastri che decorano il vestito della Belle Ferronnière), metafora delle limitazioni che impediscono all'anima di contemplare il proprio destino.

Caravaggio fu uno dei pochi a praticare  l'arte alchemica fino alla morte e a sciogliere il nodo del karma (personalità), il nodo dell'ego (identità), il nodo dell'anima psichica (attaccamento), il nodo della mente (razionalizzazione), il nodo dei sensi (gratificazione) e il nodo dell'unione con ciò che lo teneva vincolato al mondo della materia (il sigillo che Lucrezia porta sulla fronte).

Al termine di questo processo di discriminazione tra ciò che è Reale da ciò che non lo è (la riga centrale tra i capelli), l'alchimista illumina il sorriso ineffabile dei saggi (Monna Lisa) e comprende che la Realtà non esiste in sé per sé, ma è un gioco della coscienza archetipale universale

 

Anche la percezione della felicità è fortemente condizionata dalla coscienza egocentrica che si oppone strenuamente ai desideri, alle intenzioni e alla volontà dell'anima, soprattutto se questa si focalizza sulle coscienza razionalizzatrice di voler realizzare benessere, bellezza e serenità per placare le debolezze della psiche.

 

La Luce della coscienza è condiziata dall'Ombra generata dalal Mente.

La mente subconscia genera il velo delle illusioni, la mente inconscia semina zizzania, invidia e gelosia ovunque, mentre la mente iperconscia ci  conduce a sottostare alle leggi religiose, sociali o semplicemente lavorative con la speranza di conquistare alla fine un paradiso celeste, o un suo surrogato, come la pensione.

 

La mente ci è nemica, la peggiore. Nessuno fa caso al potere dell'ipnosi di comandare la mente subconscia. Eppure è una realtà concreta e non ci accorgiamo che siamo spesso in uno stato di ipnosi e ci comportiamo come le galline o i polli all'interno di un recinto ben sorvegliato.

La mente iperconscia, quella che dovrebbe guidarci verso la salute, felicità e la salvezza, ci fa credere che Dio sia molto lontano e che la felicità vada cercata al di fuori. Tuttavia la mente è anche lo strumento per realizzare la vera conoscenza, e i saggi e i filosofi giunsero alla conclusione che la mente è la sorgente sia della schiavitù che della liberazione, sia della tristezza che della gioia, la nostra peggiore nemica come la nostra più grande amica.

 

Questa è la ragione per cui la mente è la sola cosa a questo mondo che vada la pena di conoscere, amare e frequentare. La mente infatti riserva molte sorprese. La mente è sensibile alle parole, alle immagini e ai contenuti di coscienza  manifestati dalla Mente illuminata dalla consapevolezza (animus), comprensione (spiritus) e conoscenza di relazione (intellectus).   

 

 

La conoscenza del "linguaggio automatico" (gli archetipi)  con cui la mente si estrinseca attraverso i sogni, i gesti e i disegni  ha condotto Jung a formulare ipotesi attendibili sul  suo funzionamento. 

"Esistono tanti archetipi quante sono le tipiche situazioni della vita. L'infinita ripetizione ha scolpito tali esperienze nella nostra struttura psichica, ma non come immagini riempite di contenuto, ma, inizialmente, solo come forme prive di contenuto, le quali rappresentano semplicemente delle possibilità di percezione e di azione. Quando si verifica una situazione che corrisponde ad un dato archetipo, quell'archetipo viene attivato.." (Jung).

Jung ha affermato una verità unidirezionale. Per gli alchimisti infatti il fenomeno si compie anche nell'altra direzione. E' la comprensione degli archetipi presenti nella luce del sole (la coscienza dell'individuo)
che attiva la realizzazione di una data situazione.

 

E'questo il principio divinatorio dei tarocchi, per cui la comprensione percettiva degli archetipi stimolata dalla disposizione casuale delle lame, permette il riconoscimento anticipato di una situazione che sta maturando le sue conseguenze secondo un proprio karma.

 

Ma è anche il principio delle iniziazioni spirituali per cui è la comprensione dei simboli presenti nelle sacre scritture che permette all'anima individuale di accedere alla conoscenza dell'Anima universale (Akasha), dove operano incessantemenete i giochi della coscienza vissuti dalle Grandi Anime del passato (artisti, filosofi, saggi, illuminati, realizzati).

 

Ognuno poi attrae presso di sé quello che è più conforme alla propria situazione esistenziale.


La Realtà visibile e invisibile è permeata dall'Inconscio collettivo a cui associa poi l'inconscio dell'anima individuale che decide di seguire la via del Dharma. Il Dharma occidentale ha origine dalle solite, millenarie domande: Chi sono?, Dove stai andando? Cosa puoi scrivere o dipingere adesso?

 

Quando le domande rimangono senza risposta vuol dire che è giunto il tempo dell'esperienza e dell'azione. Quando le domande ottengono una risposta è allora giunto il tempo della riflessione e della percezione. Esiste un tempo per tutto. E Tutto esiste nello stesso Tempo.

C'è un filo verticale che unisce il dito anulare di Monna Lisa e la sommità della fronte, punto in cui inizia la riga che separa i capelli nel mezzo della testa. Per gli alchimisti il linguaggio della dita è di fondamentale importanza per lo sviluppo cognitivo dell'anima. In Oriente  le dita si incorociano formando le mudra, mentre in occidente l'artista mette in evidenza alcune dita rispetto ad altre per  contestualizzare l'opera all'interno di uno specifico "campo concettuale".  

 

Per la filosofia alchemica l'anima è all'origine "animale" (il pollice) e si identifica con il sistema degli istinti conenssi alla soddisfazione della fame e alla necessità di appagare i bisogni primari. Poi diventa  "vegetativa"  (l'indice) e subentrano i bisogni, le necessità e i desideri di natura psichica e  psicologica , come la ricerca del confort, della sicurezza materiale e dei piaceri sensoriali. Infine evolve nella sfera "minerale" (il medio), regno dello scambio mentale, della fusione e della comunicazione, delle intenzioni e della volontà di manifestare la propria identità, anche modificando il carattere e modellando se stessi in una relazione, un rapporto e o uno scopo dell'anima. 

 

L'anima non è un dato di fatto già evoluto al momento del concepimento, ma evolve e si "fa" all'interno dei "tre regni" del corpo fisico e poi  dei cinque involucri  della mente, considerati  prima  il bozzolo in cui la crisalide  (psichè) evolve in farfalla (anemos), e poi la placenta  in  grado di nutrire il bambino, simbolo delle prima forma  di  consapevolezza di  essere l'anima alchemica incarnata prima nel corpo, poi nella mente e infine nello spirito. 

 

Quando l'anima incarnata nel corpo inizia ad evolvere nella dimensione mentale, per cui mi guardo allo specchio e mi riconosco come corpo fisico, ma penso a me stesso in quanto fatto di sostanza mentale, anche il codice delle dita cambia significato. Le cinque dita della mano sinistra rappresentano i cinque involucri della mente che l'anima deve gradualmente perforare per diventare  una cosa sola con l'energia mentale  subconscia (l'energia mentale kundalini dei tantrici) che sostiene autonomamente  i processi cognitivi collegati alla memoria, al pensiero e all'autocoscienza.

 

E' in questa fase che prendono forma i ricordi delle esperienze affettive nella memoria emotiva, l'elaborazione delle sensazioni  nei pensieri e le parole del cuore e  la consapevolezza di relazione in intelligenza emotiva. In questa fase di  metamorfosi  l'anima sensibile (Venere in gemelli) si sposa con l'intelligenza emotiva (Mercurio in cancro)  e  la percezione  emotiva (la ghiandola del timo frequentemente atrofizzata) evolve in coscienza e conoscenza prima sensoriale e poi creativa e razionale- intuitiva, le tre  forme  di conoscenza sensoriale  che danno origine origina alla Sophia, la conoscenza corporea di Monna Lisa. 

 

Leonardo dipinge Monna Lisa  come se il busto fosse in rotazione, sezionato in due parti, mentre  la testa si gira a guardare verso lo spettatore. Dal dito anulare parte l'asse verticale (axis mundi) attorno a cui avviene la graduale illuminazione dei cinque involucri della mente compiuta dalla consapevolezza corporea (primo calice), dalla comprensione del cuore (secondo calice) e conoscenza razionale e intuitiva (il terzo calice) dell'anima alchemica.

 

Dalla spalla sinistra scende uno strano scialle composto da un fitto intreccio di fili, metafora dei collegamenti mercuriali intrecciati durante il matrimonio corporale che avviene (nel cuore) tra la percezione sensoriale di Venere e l'intelligenza emotiva, creativa e infine logica-intuitiva di Mercurio.

 

Il filo si conclude sulla riga tra i capelli, metafora della capacità dell'anima intellettiva di discriminare  tra il bene e il male, tra il giusto e l'iniquo, tra l'utile e il dannoso. La discriminazione  sensoriale  emerge  dall'unione  "celeste"  tra le facoltà intuitive e discorsive dell'emisfero destro (Zeus) e le facoltà logiche e razionali dell'emisfero sinistro (Saturno). Monna Lisa riempie il calice della conoscenza  psicologica, creativa e razionale/intuitiva divenendo  l'emblema della conoscenza perfetta della natura e dei fenomeni di trasformazione della prima materia (istinti, pulsioni e libido) in coscienza umana e spirituale (Sophia).