FORNACE ALCHEMICA Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE RUBESCENTE

ATTO II°: DE-CONDIZIONAMENTO RAZIONALE

Leonardo: "Ginevra" Leonardo: "Ginevra"

La filosofia alchemica rinascimentale è essenzialmente studio della genesi e dello sviluppo della coscienza.  

A differenza  della psicologia moderna che  si focalizza sulle  patologie della psiche nel tentativo di comprendere e ovviare a tutte quelle situazioni di disagio, di conflitto e di malattia che naturalmente alterano lo stato di coscienza ritenuto normale,  la teoria degli alchimisti si limita a "contemplare"  stadi progressivi di trasformazione della consapevolezza di sè (Il Bambino Gesù) nell'identità umana (Gesù) e spirituale (Cristo). 

 

Siamo stati educati ad apprendere nel più breve tempo possibile  il "carattere razionale"  della coscienza comune che dovrebbe essere costituito da questi elementi "nobili": la stabilità, che le eviterebbe di subire costanti vacillamenti; la sovranità, che la renderebbe indipendente  da qualsiasi altra istanza; la lucidità, che le permetterebbe di valutare serenamente, senza ingannarsi, la natura di un pericolo o di un ostacolo; l'unità e la capacità di sintesi, che le impedirebbe di spezzettarsi e di dimenticarsi; e la calma , che la proteggerebbe dal flusso incessante dell'agitazione emotiva.

 

In realtà il carattere "capricornino" della coscienza comune così intesa viene meno e vacilla di frequente a causa di fenomeni  che alterano non solo la tranquilla lucidità in cui crediamo di essere, ma anche l'affettività e l'umore, inteso come  disposizione generale della sensibilità e delle emozioni.

Lo stato della coscienza, quello dell'umore e della sensibilità dell'io  sono ambiti comunicanti che al variare di uno, anche gli altri vanno in crisi. E' sufficiente un breve fenomeno di stress per farci perdere il controllo dell'umore e la stabilità della coscienza, al punto che anche il corpo inizia a manifestare con sintomi  psicosomatici, la fondamentale instabilità e vulnerabilità del nostro io. Oppure  è un conflitto di coscienza, come un senso di colpa o di frustrazione, a scardinare  l'equilibrio e innescare il conflitto tra la mente e il corpo.

 

Mentre la medicina e la psicologia scientista vanno alla ricerca delle cause che hanno provocato il disturbo, la disfunzione e l'alterazione psichica, l'alchimia occidentale propone soluzioni  che si avvicinano a ciò che sta affermando in questi ultimi anni la neuropsicoanalisi. Il problema di fondo non è  di concentrare  unicamente l'attenzione sui fenomeni che alterano la coscienza, al fine di eliminarli o bypassarli.  

 

Psichiatria, psicologia e  psicoanalisi servono adeguatamente  lo scopo di individuare le cause chimiche, motivazionali e simboliche responsabili dell'alterazione organica, psichica e mentale. Tuttavia è completamente assente, per motivi esclusivamente religiosi, culturali e politici,  una prassi ritenuta fondamentale  nel Rinascimento alchemico: l' Illuminazione del Mercurio, o illuminazione della Mente. 

  

Tutto l'Opus alchemico mira infatti ad purificare, espandere e illuminare  le "funzioni mentali" che sostengono l'umore, la sensibilità dell'io e la coscienza di sè.  Le funzioni della mente sono molto complesse e automatiche al punto che possiamo distinguere una "mente subconscia" che ci fa compiere le azioni dettate dall'istinto, una "mente inconscia" che innesca reazioni e gesti improvvisi preordinati dalle pulsioni e una "mente iperconscia" rappresentata dal sistema delle credenze, della cultura e dei modelli  di riferimento che ci fa pensare e dire cose che non "appartengono" al nostro vissuto.

 

In tutti e tre i casi la mente  è un ostacolo alla crescita, allo sviluppo della coscienza e non è un caso che tutti i sistemi spirituali, orientali e occidentali, siano focalizzati a incrementare la consapevolezza cognitiva  delle pulsioni istintive, da cui può aver origine un vero e autentico "senso di sé"  in rapporto alla Realtà. 
Per gli alchimisti l'Illuminazione (la luce della  "luna" piena rappresentata simbolicamente dal volto di Ginevra)  non è un fenomeno causale, che avviene improvvisamente in un determinato momento della vita.  Siddharta si illuminò  perchè ebbe la fortuna di sperimentare e conoscere precocemente gli aspetti coercitivi della mente ottenebrata dagli istinti, dalle pulsioni e dalla libido (il lupo), così come San Francesco riuscì a convincere il lupo proferendo parole  intrise  della  "Coscienza dell'illuminato".   


Manoscritto Sphera: Venere Manoscritto Sphera: Venere

Leonardo dipinge nel volto bianco di Ginevra il simbolo della luna piena (luna in cancro) illuminata dal sole (sole in capricorno), metafora della consapevolezza sensoriale illuminata dalla "coscienza razionale" degli alchimisti.

 

L'istinto di fare la cosa giusta (la retta azione, o Dharma) si manifesta nell'individuo che purifica l'Ombra e la restituisce candida e immacolata al mondo da cui proviene.

 

Ginevra è dunque l'emblema della trasformazione della coscienza sensoriale in coscienza razionale che evolve attraverso il riconoscimento delle pulsioni subconscie (il ginepro), inconscie (il lauro) e iperconscie (la palma).

 

Sul retro del dipinto l'artista dipinge una ghirlanda formata dalle tre piante (ginepro,lauro e palma) legata da un cartiglio in cui è scritto: "Virtutem forma decorat" (la Bellezza orna la Virtù).


La Virtù si conquista attraverso lo sviluppo della coscienza sensoriale nella  coscienza razionale  in grado di  analizzare, elaborare e metabolizzare le molteplici forme subconscie che inibiscono la libera espressione dell'istinto evolutivo, lo stadio superiore di "vibrazione energetica" da cui ha avvio la Grande Opera (il fiume che si intravede alle spalle di Ginevra ) e la conoscenza dei suoi precetti (l'albero dei filosofi che si staglia al centro del fiume).

 

Non ci può essere una effettiva realizzazione delle Virtù se l'individuo non purifica l'istinto sessuale, la pulsione a possedere e la libido di dominare. La "purificazione" può avvenire  sotto l'egida di  Afrodite (le iniziazioni all'Arte Alchemica che Afrodite impartisce a Psiche) in grado di trasmettere i crismi della Bellezza generata dalla consapevolezza di relazione (l'Animus)  degli artisti. 

L'albero filosofico L'albero filosofico

I passaggi evolutivi descritti da Leonardo sono reali.

Ginevra ha un controllo razionale delle pulsioni subconscie (il ginepro che si trova alle sue spalle) superiore a Ceciilia, emblema della percezione sensoriale che ha origine dall'autoavvertimento psichico (l'ermellino).

 

I passaggi evolutivi della Coscienza sensoriale si avvertono nei "punti di crisi" tra il "sistema del se" (automatico e non riflessivo) e il "sistema del Non se" (la razionalizzazione delle pulsioni).

 

Esiste un costante conflitto tra l'impulso ad realizzare i propri desideri e il sistema della morale, della religione e della cultura in cui si viene educati. Il "sistema del se" è basato su strutture sottocorticali situate soprattutto nel sistema limbico e nel tronco encefalico; la sua attività è legata fondamentalmente alla regolazione del comportamento appetitivo (il lupo), appagativo (la lonza) e difensivo/affermativo (il leone) e la sua funzione è l'adattamento omeostatico dell'organismo ai cambiamenti ambientali.

 

Il sistema del Non-se dipende dalla corteccia cerebrale e dal talamo e secondariamente dal cervelletto, dall'ippocampo e dai gangli basali. Le sue funzioni sono correlate alla memoria, allo sviluppo di concetti e al sistema delle credenze. La moderna neuroscienza afferma concetti che Dante e Leonardo avevano codificato attraverso la semplice osservazione dei comportamenti umani.

 

Per l'apparizione della coscienza primaria (sensoriale) si richiedono la formazione di una speciale memoria che nasce dall'interazione tra il sistema del se e il sistema del non se e l'attività percettiva del momento presente.

Per questo motivo le donne, gli artisti e i saggi sono accumunati dalla stessa qualità di coscienza.

 

La memoria autobiografica, il ricordo delle esperienze sensoriali, la memoria collettiva delle esperienze spirituali hanno il pregio di instaurare una "segnalazione rientrante" per cui io mi "accorgo, sono consapevole delal realtà e sono cosciente di ciò che vedo e sento, qui e ora". In questo stato di coscienza "realtà e verità" non possono che coincidere.