I QUATTRO ATTI DELL'ARTE RUBESCENTE
ATTO I°: DE- CONDIZIONAMENTO DAI RETAGGI PSICOLOGICI
Botticelli: la Vergine del libro
La bellezza interiore trasmessa dalle donne (e dall'arte di Afrodite) non è mai disgiunta dall'esperienza del cuore. La differenza sostanziale che esiste tra emozione estetica (ecccitazione sessuale) e comprensione estetica (estasi) è nella qualità sensoriale delle cose percepite simultaneamente dagli occhi e dalla "mente residente" nel cuore, espressione buddhista che sottilinea la presenza stabile della "consapevolezza di relazione" nel grembo dell'anima. (Il Bambino Gesù, simbolo dell'Animus Mercurius, è tra le braccia della Vergine, simbolo della consapevolezza di sè)
Il concetto di "mente residente" è paradossale per la razionalità cartesiana che si identifica con il cervello, definita dagli alchimisti orientali "mente grossolana".
La mente razionale, strutturata sul linguaggio logico-sintetico che ordina pensieri e concetti in parole e formule matematiche e filosofiche, psicologiche e simboliche, sociologiche ed economiche, ha il preciso scopo di ridurre e circostanziare i fenomeni al fine di proteggere l'io dal caos sociale, dal disordine psichico, dall'incertezza materiale e dalla precarietà esistenziale.
Noi esseri umani siamo molto orgogliosi della nostra capacità di pensare e di immaginare, di creare e di organizzare, di sviluppare le idee e di orientare le scelte in senso strategico, produttivo ed economico.
E' innegabile che la razionalità finalizzata agli scopi sia lo strumento più efficace per realizzare il tanto sospirato ben-essere, ma le sue logiche sono inutili, anzi dannose, quando si devono affrontare le problematiche dell'anima, ospite inattesa e spesso indesiderata, perennemente insoddisfatta, infelice, frustrata, inquieta e destabilizzante.
Il cinema contemporaneo ha spesso descritto in forma di commedia percorso di de-condizionamento dall'ideologia e dalla prassi utilitaristica.
"Non pensarci" è un film italiano intriso di saggezza buddista e racconta la storia di tre fratelli che stanno per essere travolti dal fallimento economico della società ereditata dal padre. Gli sforzi per salvare l'attività sono inutili, per quanto la ragione imponga di perseguire ogni via possibile. Non c'è una possibilità razionale per evitare il peggio, ma proprio nel momento più difficile, quando ormai il tempo è agli sgoccioli, in tutti e tre i fratelli emerge "prepotentemente" un nuovo bisogno che ha radici unicamente nel "cuore" e nel senso della vita.
Botticelli:"Pallade e il Centauro"
Nell'imminenza della catastrofe annunciata ognuno di essi riscopre il "sentiero del cuore". Amore per i figli e la libertà, amore per la famiglia e il partner dell'adolescenza e amore per una prostitituta e le emozioni del cuore. E' inutile pensare al mondo materiale, ai beni da conservare o al denaro. La vita del presente è la vita del cuore e la vita del cuore è la via che conduce al "bodhicitta", all'illuminazione della "mente cristica" in cui risiede una autentica comprensione della realtà. (Spiritus Mercurius)
Mentre il cinema racconta l'esistenza delle infinite strade che conducono all'illuminazione del cuore occidentale, l'arte rinascimentale descrive nell'Arte rubescente la via della trasformazione delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti del cuore in Spiritus Mercurius, la comprensione umana e spirituale che descrive, nei suoi aspetti più elevati, la 'compassione di Cristo'.
Mentre l'Arte nigrescente opera un profondo cambiamento nell'intelletto razionalòizzatore finalizzato agli scopi, l'arte rubescente ha l'effetto di "decapitare" la testa del Centauro, emblema dell'individuo che trasmuta il mercurio e opera con l'intelletto intuitivo.
Attraverso ll'analisi delle immagini che emergono dal subcoscio, dall'incoscio e dall'iperconscio, l'artista rubescente porta a calcinazione le intuizioni che scaturiscono dai sentimneti egocentrici e si libera progressivamente dal sistema delle credenze e delle abitudini, dalle paure subconscie, dai retaggi culturali e religiosi e soprattutto dalla paura di essere annichiliti dalla miseria, dalla precarietà e dall'ignoranza.
Per "non pensare" alla miseria del proprio vivere quotidiano e vivere l'estasi del presente bisogna dedicare tempo ai figli, contemplare la bellezza in tutte le sue forme, senza pregiudizi e contemplare le immagini degli artisti e dei registi che esprimono una personale comprensione di relazione (Spiritus mercurius).
Gli artisti del rinascimento suggerivano due tipi di approccio: l'esperienza diretta con l'anima femminile (l'amore ermafrodita), oppure ricercare all'interno del proprio cuore i "tre volti" della "donna interiore" (l'amore androgino).
Nelle pulsioni creative che divampano nel cuore è occultato il segreto dell'alchimia chimica, poichè il cuore è collegato con il sistema sensoriale (organi di senso, pelle, ghiandole endocrine, organi) per mezzo della percezione delle immagini che "comunicano" all'anima il "numen", il gradiente di luce (la Bellezza alchemica) in grado di nutrire l'anima individuale con contenuti che "illuminano" la coscienza di sè (Cecilia), la conoscenza della realtà (Ginevra) e la " percezione, intuizione e conoscenza" della Verità (Lucrezia)
James Hillmann, il filosofo psicoanalista più vicino al tema della Bellezza in quanto medium della trasformazione rubescente, ha scritto:
"Se la bellezza è intrinseca ed essenziale all'anima, allora la bellezza appare ovunque appaia l'anima. La rivelazione dell'essenza dell'anima, il vero manifestarsi di Afrodite nella psiche, il
suo sorriso, nella lingua dei mortali è chiamato "bellezza". Tutte le cose, in quanto mostrano la propria natura innata, presentano l'aureità di Afrodite; esse risplendono, e sono estetiche per
questo.
La forma visibile è un'esibizione di anima. L'essere di una cosa è rivelato nella manifestazione del suo Bild, l'immagine. Allora la bellezza non è un attributo, qualcosa si bello, come un bel velo drappeggiato attorno a una virtù: l'aspetto estetico dell'apparenza. Se con il buono, il vero e l'uno non ci fosse bellezza, non potremmo mai sentirli, né conoscerli.
La Bellezza è una necessità epistemologica; è il modo in cui gli Dei toccano i nostri sensi, raggiungono il cuore e ci attirano nella vita.
La Bellezza è anche una necessità ontologica, che fonda le particolarità sensibili del mondo.
Senza Afrodite il mondo dei particolari diventa un'atomizzazione di particelle; la varietà di dettagli della vita viene chiamata caos, molteplicità, materia amorfa, dati statistici. Tale è il
mondo dei sensi senza Afrodite; un mondo in cui il senso dev'essere dedotto
dall'apparenza, attraverso significati filosofici astratti - il che distorce la filosofia stessa separandola dalla sua base vera.
Se la filosofia nasce nel philos - come si è detto nella prima parte - è legata ad Afrodite anche se in un altro modo; perché il significato originale di sophia è l'abilità dell'artigiano, del
carpentiere, del navigante, dello scultore. Sophia si origina e si connette alle mani estetiche di Dedalo e di Efesto, legato innegabilmente ad Afrodite e intrinseco alla
sua natura.
Con Afrodite a ispirare la nostra filosofia, ogni evento ha il proprio sorriso sul volto e appare in una sua maniera, una sua foggia, un suo stile particolari. Afrodite dà uno sfondo archetipico alla filosofia della "singolarità", e consente al cuore di trovare l' "intimità" con ogni evento particolare in un cosmo pluralistico.
Ora, l'organo che percepisce questi volti è il cuore. Il pensiero del cuore è fisiognomico. Per percepire deve immaginare, vedere le fattezze, le forme, i volti - angeli, dèmoni, creature di ogni
sorta in cose di ogni genere. Per questo il pensiero del cuore personifica, amima, vivifica il mondo. Così Petrarca, vedendo Laura:
….per avia silve,
dium solus reor esse magis, virgulta tremendam
ipse representant faciem truncusque reposte
ilicis et liquido visa est emergere fonte
obviaque efflusit sub nubibus aut per inane
aeris aut duro spirans erumpere saxo…
Questi versi non sono per Laura - una lirica d'amore - sono invece una descrizione di Laura, l'anima personizzata, quella raffigurazione del cuore mediante cui procede la percezione estetica, quella per cui le cose prendono vita come forme che parlano. Come abbiamo visto, è stata la psicologia di Aristotele a porre le basi per la connessione fra aisthesis e cuore.
Può sembrare strano sentirmi parlare in sua lode, ma ci sono diversi Aristotele, e il mio apprezzamento è per l'Aristotele biologo, che "prese a cuore" il mondo dei sensi e delle forme. Nella psicologia di Aristotele l'organo dell' aisthesis è il cuore, i percorsi degli organi di senso arrivano lì: è lì che l'anima "prende fuoco". Il pensiero di quel cuore è intrinsecamente estetico e sensorialmente legato al mondo.
Questo legame tra il cuore e gli organi di senso non è semplice sensazionismo meccanico: è un legame estetico. E infatti, in greco, l'attività di percepire o di sentire è aisthesis, la cui radice significa "assumere" e "inspirare" - un rimaner senza fiato, la risposta estetica primaria." (James Hillmann)
FORNACE ALCHEMICA
Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale
e dell'immaginario contemporaneo
ARTE RUBESCENTE
